La lezione del TTIP non sembra aver insegnato nulla. Anche con il TiSA, il trattato che intende liberalizzare selvaggiamente i servizi, permane infatti un’allarmante segretezza.

Come possono, i miei colleghi, accettare ad occhi chiusi quello che viene deciso in una stanza top secret a Ginevra? Stiamo perdendo un’occasione irripetibile per tranquillizzare i cittadini, e per ricordare ai negoziatori quali sono i punti su cui noi europei non possiamo transigere. Se non ci prendiamo noi la responsabilità di fissare dei paletti precisi e puntuali, chi lo farà?

Ormai è chiaro, in Parlamento siamo divisi in due tronconi ben delineati: c’è chi cerca un finto successo politico di cui vantarsi con i suoi elettori, e c’è chi, come noi, intende incidere DAVVERO nei negoziati.