Il progetto “Blue Print” rivoluzionerà la città di Genova e le sue banchine, provocando l’ennesima gettata di cemento che andrà ad annichilire il patrimonio culturale della zona, con la scomparsa pseudo-totale del porticciolo del Duca degli Abruzzi e la mancata valorizzazione delle antiche mura.

Il M5S Liguria è da tempo un fermo oppositore del progetto targato Renzo Piano, ma la battaglia si sposta ora anche in Europa: sì, perché il piano prevede l’ampliamento dell’area e delle attività di riparazione navale all’intero del Porto di Genova. In questo modo verrebbe ingrandita e rafforzata l’industria pesante e FORTEMENTE INQUINANTE a soli 200 metri dal centro abitato!

Ciò aggraverebbe una situazione già di per sé preoccupante, come testimonia un’accurata campagna di rilevamenti del Comitato Porto Aperto consultabile online (http://tinyurl.com/zscd89t), e da cui emerge che su buona parte della città sia in atto la ricaduta di una massiccia quantità di metalli pesanti e sostanze nocive, indicate dall’EPA come tipiche delle lavorazioni navali.

Abbiamo quindi presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea, in cui chiediamo:

– se fosse a conoscenza del progetto, auspicando un approfondimento che valuti le ricadute in termini ambientali e il rispetto delle normative europee vigenti;

– che chiarisca se i valori limite relativi alla qualità dell’aria sono oggi sotto la soglia di pericolo;

– che indaghi sullo stato di attuazione e sul rispetto di quanto previsto dalle mappe acustiche strategiche per l’agglomerato.

Vi terrò aggiornati sulle evoluzioni della vicenda!