L’APPLICAZIONE PROVVISORIA DEL CETA È VICINA AL RINVIO UFFICIALE!

Posted by: Tiziana Beghin
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on 29 Giugno 2017
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Giornata agrodolce per quanto concerne il CETA. Se è vero che la Spagna ha appena votato “sì” per la sua ratifica, è ormai quasi certo che l’applicazione provvisoria del trattato, prevista per il 1° luglio, sarà posticipata a data da destinarsi!

Questo perché sia il Canada che l’UE non stanno rispettando in toto l’accordo!

Sono soprattutto due le problematiche:

1) La prima riguarda i formaggi. Con il CETA, il Canada dovrà aprire le importazioni di formaggi europei da 2667 a 17700 tonnellate (16000 per i formaggi di alta qualità e 1700 per quelli industriali), ma a sole 48 ore dalla potenziale entrata in vigore del trattato non ha ancora chiarito in che modo queste quote verranno attribuite, Anzi, da Oltreoceano arriva una doccia gelata per l’Europa perché si sostiene che una parte considerevole di queste quote dovrebbero essere destinata a prodotti non ancora commercializzati nel loro Paese. Una misura di difesa del proprio mercato caseario, ma che ovviamente non può trovare i favori dei nostri produttori: lo stesso consorzio del Grana Padano si è detto molto preoccupato per l’ambiguità finora mostrata dal Canada, e il rischio, altissimo, è che a pagare lo scotto di questa mancanza di chiarezza siano proprio le nostre eccellenze!

2) La seconda concerne i farmaci. L’Unione Europea fa pressione sul Canada affinché anche Oltreoceano i brevetti dei farmaci godano di rinnovi più lunghi, una misura che si scontrerebbe con l’industria dei medicinali generici, molto forte in Canada, e che porterebbe a una crescita del costo dei farmaci canadesi tra il 6.2% al 12.9% a partire dal 2023. E indovinate un po’? Ebbene sì: sia l’UE che il Ministro della Sanità canadese avevano palesemente mentito a riguardo quando tramite dichiarazioni ufficiali provavano a tranquillizzare i cittadini sul fatto che nulla sarebbe cambiato per quanto concerne l’accesso ai farmaci!

Sebbene il Canada abbia dichiarato di essere disposto a contrattare su queste tematiche ad applicazione avvenuta, l’Unione Europea, molto più cautamente, ha invece deciso di non dare il nulla osta fintanto che non si sia trovato un accordo totale.

Accordo che, ovviamente, un po’ utopisticamente speriamo non arrivi mai.

Incrociamo le dita...