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Tutti ricordiamo la plateale distruzione dei Buddha di Bamiyan in Afghanistan o, più recentemente, del tempio di Baalshamin a Palmira, in Siria.

Tuttavia, i gruppi terroristici non vedono l’arte soltanto come una “nemica”, perché si tratta di una grande risorsa per tutte le organizzazioni criminali: oltre l’80% dei beni culturali in vendita nel mondo è infatti in parte riconducibile ad attività illegali, e il commercio di reperti rubati è quasi redditizio quanto quello della droga o delle armi.

Occorre chiarire, fin da subito, qual è lo scopo di questo nuovo regolamento dell’UE: se vuole affrontare solamente il fenomeno dell’arte rubata e rivenduta dai gruppi terroristici, come ad esempio l’ISIS, o se, invece, intende normare tutto il mercato.

In questo ultimo caso, stento a capire il limite di età imposto dalla Commissione europea e settato a 250 anni per considerare un oggetto come “bene culturale” a cui applicare la norma: stando così le cose, un Picasso, oppure un’opera di Frida Kahlo, giusto per fare due esempi, sarebbero esclusi dal regolamento.

La discussione è aperta: vi terrò aggiornati sugli sviluppi!